INVENTARIO: Donata Parruccini - The Fly

Febbraio 2025

INVENTARIO N°18, FEBBRAIO 2025

di Matteo Pirola

The Fly è un progetto-manifesto elaborato da un designer che ha sempre mantenuto la posizione coraggiosa di chi sta sulla soglia, ma con la voglia di immaginare piccole soluzioni, minime addizioni, per produrre grandi differenze.
Donata Parruccini è una presenza discreta ma concreta, che preferisce stare in disparte ma non nascosta, di quelle che obbligano, meglio dire invitano, sussurrando, a cambiare punto di vista. A lei non interessa la “ricerca delle immagini del futuro” quanto piuttosto la rimessa a fuoco di quelle del presente, perché vuole che i suoi oggetti siano “così equilibrati da attirare il secondo sguardo, quello che si dedica alle cose che vale la pena di osservare”.
La sua sfida progettuale si confronta spesso con gli oggetti anonimi, quelli della cultura materiale popolare, quelli del “Compasso d’oro a ignoti” di Bruno Munari. Oggetti già perfetti, a cui regalare un dettaglio apparentemente superfluo, che poi si rivela necessario.
Oggetti minuti e comuni, ma sempre significanti per chi ama ogni battito della creatività: un interruttore, una cannuccia, un bottone o una puntina da disegno.
The Fly nasce da un’intuizione, di quelle che quasi non serve spiegare. Come le puntine si posano sui muri, fissando documenti volanti, così le mosche si risposano negli stessi punti, smettendo di volare. È un oggetto simpatico e sorridente che genera empatia e mette di buon umore. È un progetto letteralmente leggero, in tutti i sensi, di quelli cosiddetti “semplici” dove per semplicità s’intende l’ordine perfetto di un sistema complesso.
Realizzato inizialmente come autoproduzione per una mostra, The Fly nasce in quel “laboratorio” speciale chiamato OPOS (dove giovani designer emergenti si affacciavano e interagivano con il pubblico e con gli addetti ai lavori della Design Week milanese) e successivamente è stato prodotto da Alessi nel 2001. Erano i tempi del Millenium Bug, che con Donata Parrucchini hanno invece portato The Fly. Come scriveva Marco Romanelli, “lei progetta solo e soltanto quando può aggiungere all’esistente una piccola cosa, un frammento di poesia, una traccia d’ordine, una minuscola mosca”.