Concorso e mostra: TRANSFORMER - Milano Design Week 2006

5 - 10 aprile 2006

Yes I am a nature’s son and I’m the only one
I do what I want and I want what I see
You know it happens to me
I’m so free, I’m so free

Oh please ain’t your man
I have come this way
Do you remember the shape I was in
I had horns that bent
I’m so free, I’m so free

Do you remember the silver walks
You used to shiver and I used to talk
Then we went down to Time’s Square

And in the center been hangin round there
I’m so free, I’m so free
Yes I am mother nature’s son and I’m the only one
I do what I want and I want what I see
Could only happens to me
I’m so free, I’m so free

Oh, I’m so free oh, I’m so free oh, I’m so free
In the morining I’m so free
In the evening I’m so free
Yeah yeah yeah I’m so free
When I feel good I’m so free
When it’s in the morining I’m so free
When it’s in the evening I’m so free
I’m so free, I’m so free, I’m so free, I’m so free
Feels so good now, I’m so free, oh, I’m so free
Feels so good now, I’m so free, oh, I’m so free,
…

Lou Reed
Transformer (1972)
I’m So Free

OPOS, con la mostra “transformer”, intende orientare la ricerca dei designer all’idea di trasformazione.
Il mondo contemporaneo, ad ogni latitudine e longitudine, sembra oggi dominato dal cambiamento.
Pur nell’apparente assenza di ideologie e grandi utopie positive l’ambiente materiale ed immateriale mutano senza posa con la velocità del pensiero, del calcolo, della comunicazione, dell’informazione. Così le persone, i luoghi, gli oggetti e il loro valore.

Le nostre stesse identità cambiano, e la nostra dimensione esistenziale si trasforma, diventando trans-culturale, trans-locale, trans-biologica, trans-generazionale, trans-gender, trans-genica, trans-itoria.

Similmente si trasformano i luoghi che abitiamo, gli oggetti che usiamo, le forme di vita che osserviamo, la lingua che parliamo.

OPOS vuole sottolineare con forza come questo cambiamento sia sempre più rapido e diffuso, coinvolgendo le persone ed il modo in cui definiscono la propria identità, gli spazi della vita sociale e individuale, la propria esperienza del mondo presente.

Considerando questo movimento dominante, OPOS pone oltremodo una semplice domanda:
una puntuale, modesta e motivata resistenza al cambiamento, un atteggiamento di diversità ed originalità o un piccolo antagonismo esemplare, siano essi in forma di oggetto o di lavoro emblematico, potrebbero contribuire al nostro cambiamento?
Progettare la trasformazione con adeguata consapevolezza, questo appare necessario a OPOS.
Progetti che incorporino nella propria essenza l’idea del cambiamento ma anche di resistenza al cambiamento stesso: in modo tale che la trasformazione si affermi, oltreché come condizione inevitabile, come dimensione virtualmente positiva del tempo presente che non dimentica il passato.

OPOS prosegue il lavoro di indagine e scoperta delle individualità e delle energie giovani all’interno della scena del design nazionale e internazionale.
Il bando per la mostra TRASFORMER, pubblicato sulle principali riviste e webzine di settore, ha generato la presentazione di un nutrito numero di progetti: 248 proposte provenienti da 31 nazioni.
Un insieme cosmopolita di idee che sono state giudicate da una giuria interna: la selezione ha individuato i 17 progetti vincitori che sono stati esposti al Salone Internazionale del Mobile di Milano 2006.

L’evento si è tenuto nella Galleria OPOS Corso Garibaldi 104.

OROLOGIO
PHILIPPE NIGRO
Questo orologio segna lo scorrere del tempo “il prima e il dopo”, lascia traccia, memoria. Lo scorrere del tempo è impresso sul rullo di carta che si consuma inesorabilmente lasciando la possibilità del continuo aggiornamento – strappando la carta, o dell’accumulo, a ricordo del tempo passato. Ora e data sono stampati su un rullo di carta per mezzo di una stampante, ogni trattino rappresenta un minuto.

WINTER CLOGS
ARIEL LIFSCHITZ
La trasformazione di un paio di zoccoli in gomma come studio esplorativo sul potenziale delle cose utili a livello materiale, funzionale e concettuale. Attraverso una semplice modifica, variazione e ibridazione “Winter clogs” comunica un nuovo significato e una nuova funzione: due oggetti amalgamati dallo spirito di una familiare nostalgia.

OMNIA MUTANTUR / BACCHETTA MAGICA
STUDIO X: OSCAR BRITO E LARA RETTONDINI
Il mondo è in vorticosa accelerazione, il cambiamento è diventato un’ossessione.
Non accettiamo più nessun limite, vogliamo tutto e subito. Quante volte abbiamo pensato:
“Se avessi una bacchetta magica…”. Omnia Mutantur è la materializzazione di un’utopia universale: idealmente può trasformare tutto, persuadendoci di poter realizzare l’impossibile.
Essa aumenta in noi l’illusione dell’illimitato, ma aumenta anche la nostra delusione per il limite.

DORIAN / LO SPECCHIO DOVE TI VEDI VECCHIO
OOOH!DESIGN: GRAZIELLA GIACOBBE E DIEGO ZANELLA
Dorian è un ironico memento mori, un oggetto concettuale che stimola in modo ludico “riflessioni” su questo momento storico così angosciato dall’idea dell’invecchiamento. Le rughe incise sullo specchio sembrano isobare a riprova che l’invecchiamento è una cosa naturale, come lo stratificarsi delle catene rocciose. È una provocazione ma anche uno stimolo ad accettare le prime rughe senza drammi. In fondo esiste sempre il Botox…

CONTEMPORARY VIEW OF ISLAM
ARDA AKKAYA
Uno scenario composto da un servizio di notificazione fornito da una compagnia di telecomunicazione mobile che avvisa i tempi dei rituali periodici e la coordinazione per la direzione della Mecca diversi in ogni città e un kit di preghiera che permette di avere tutto il necessario per praticare la religione indipendentemente dalle condizioni quotidiane e di viaggio.

ONE SHOT
ALESSANDRA PASETTI
Staresti più attento se avessi solo un scatto rimasto?
Da piccola chiesi a mio nonno di fargli una foto. Lui annuì gentilmente e ci mise molto tempo per pettinare attentamente i pochi capelli rimasti e cambiarsi la camicia con la migliore che avesse…
Come se qualcosa di veramente importante stesse per accadere…
Come se qualcosa di veramente importante sarebbe stato ricordato…
Qualcosa di unico, pieno di significato e di valore.
Abbiamo ancora questo rispetto per ogni momento che compone la nostra vita?

SEED CITY
A4ADESIGN CON ANNA CASIRAGHI
La natura tenta costantemente di riappropriarsi del terreno perduto e lo fa in città con grande prepotenza, soprattutto nei luoghi abbandonati, degradati o dimenticati.
SEED CITY è una bustina monodose di semi da spargere nelle crepe, nelle screpolature della città per riportare un pò di bellezza facendo crescere dei piccoli fiori.

EXACT
ERNEST PERERA
È possibile misurare il caos?
Potrebbe essere tanto semplice se divisibile in frazioni piccole e comprensibili.
L’esattezza ha una geometria determinata?
Perchè non realizzare uno strumento di misurazione dalle forme irregolari?
“Exact” è un dispositivo di precisione per misurare i liquidi in cucina che non è costretto in una forma regolare e definita. È una de-formazione esatta.

TODAY CALENDAR
TOMMASO MAGGIO
Un OGGI differente per un domani migliore.
Il calendario TODAY non segna numeri, giorni o mesi. Oggi non è oggi, non è ieri e non è domani. Il termine TODAY è stato scritto con 61 declinazioni di font diversi per offrire la possibilità di “colorare” la giornata in base allo stato d’animo, scegliendo il carattere più adatto. L’utopia dell’oggetto sta nell’educare e costringere l’utente ad osservare quello che in un primo momento non è stato visto e quindi ad amplificare la comprensione dei dettagli e delle differenze, oltre il font e verso la vita quotidiana.

ABC KEYBOARD
JOEVELLUTO CON EDDY ANTONELLO
ABC KEYBOARD è un kit di tasti (dalla A alla Z) da sostituire a quelli di una tastiera standard da PC, e permette di educare i più piccoli, e non solo, al “recupero” della calligrafia perduta…
I tasti di ABC KEYBOARD possono essere montati e smontati come un comune tasto di una tastiera per PC.

PIMP MY (IKEA) CHAIR
JOEVELLUTO CON EDDY ANTONELLO
Trasformare, personalizzare, distinguere, differenziare, truccare…,”pimpare”!
PIMP MY (IKEA) CHAIR è un kit di componenti (2 gambe anteriori, 1 traverso poggiapiedi, 2 piedini posteriori, 1 bandierina, stickers) che permette di “pimpare” una comune sedia IKEA, in questo caso la sedia “Ivar”, e renderla una sedia in perfetto stile “low-rider”.

CLOTH BAGS
LUISA LORENZA CORNA
“Cloth bags” è una collezione di borse realizzate con gli stracci da pavimento. Non si tratta di un prodotto sofisticato e durevole, il materiale stesso ne suggerisce la natura effimera e l’inevitabile usura. La rottura della borsa, come l’etichetta indica, è volta in positivo: la fine di un oggetto diviene, attraverso la trasformazione del suo uso, inizio di una un’altra fase. La borsa torna ad essere straccio e, nel cambiamento, recupera il suo passato.

TRANSIGNS
MASSIMO GATTEL
Un disco (il mondo) di carta punzonato su tutta la supeficie. Un filo sistemato tra i fori (dall’alto siamo tutti dei punti, tutti uguali) può creare ogni tipo di figura o simbolo. Il mondo, gli uomini e i simboli che li uniscono. Simboli religiosi, politici, astratti, a ricordo che ogni disegno è solo uno dei possibili. Ogni simbolo potenzialmente ammette tutti gli altri, e questo ne sottolinea l’uguaglianza e la non prevaricazione.

ITALIAN.RELIGIO.NEON.SYSTEM
ARCHIROOM: SCODELLER, TUMIATI, VOLTAN
Uno strumento che permette di trasformare un ambiente monoculturale (scuola, tribunale, luogo pubblico) in un ambiente multiculturale.

ICO – DIFFUSORE PER LAMPADE
GIANMARIA SFORZA
Ogni cosa può essere fragile e personale.
Nella suspance c’è bellezza.
Non durare per sempre uguali
e essere sensibili alla
trasformazione nel tempo.
Un diffusore che ha la geometria
di un solido platonico a venti facce,
limpido e regolare, che si corrompe progressivamente
mano a mano che si fanno saltare le sagome perforate, liberando la luce all’interno e decorandone la superficie.
Le sagome rimosse, che fuoriescono da sotto,
possono eventualmente essere recuperate
e riciclate, inviandole al produttore a sue spese. L’intero processo è a completa discrezione dell’utente e irreversibile.

CINTÀMETRO
GIORGIO ACCONCIA
Cambi le tue abitudini seguendo nuove necessità, nuove tendenze o esigenze, le tue opinioni.
Il corpo, per primo, ne è testimone.
Il corpo ti appartiene. Preservalo…

DIETBELT
MARCO CIMATTI
Ogni giorno, siamo testimoni della nostra trasformazione fisica.
La società induce ad apparire sani e in forma, e molti si sentono costretti a nascondere il proprio peso per paura del ridicolo.
Dietbelt misura questa trasformazione fisica e apre a due possibilità di utilizzo.
Se la cintura si porta con i centimetri nascosti, è un ricordo segreto.
Se la cintura si porta con i centimetri all’esterno, Dietbelt può essere una dichiarazione pubblica.