Concorso e mostra: MADE FOR CHINA – Milano Design Week 2005

14 aprile 2005 - 19 aprile 2005

… Non chiedere che cosa può fare la Cina per te … ma cosa puoi fare tu …per la Cina
Wu Ming

La mostra “made for china” affronta un tema connesso allo sviluppo.
L’obiettivo è quello di ragionare, attraverso il progetto di design, sul cambiamento geopolitico e dei mercati, dei prodotti e degli stili di vita causato dal risveglio dei gigante addormentato.
L’esplosione produttiva e commerciale della Cina ha spostato gli equilibri economici est-ovest provocando delle conseguenze a livello geopolitico che non tarderanno a manifestare degli effetti concreti nella nostra vita quotidiana.
L’idea di OPOS perciò, è quella di far misurare i designer con questo grande cambiamento sociale, culturale ed economico.

La questione è dunque di immaginare che le grandi trasformazioni indotte dal processo di sviluppo cinese causino qualcos’altro oltre a una crisi delle materie prime e ad un allarme generale delle grandi nazioni capitalistiche che vedono insidiata la loro leadership economica.
OPOS domanda ai suoi designer: cosa succederebbe se immaginassimo che il XXI° secolo diventi il secolo cinese?
Se immaginiamo, infatti, che mercati, produzione, risorse si stiano spostando ad est cosa succede a chi deve produrre nuove idee per il sistema delle merci?
Il tema è, dunque, quello di fare progetti di design per la nuova situazione cinese, che siano pensati o siano in grado di adattarsi a questo contesto.

OPOS invita i suoi designer a ragionare sul fatto che la progressiva conquista di una leadership economica da parte della Cina possa trasformarsi anche in una conquista di una leadership culturale ed estetica, ovvero che questa volta invece di assistere a un processo di colonizzazione e imperialismo culturale che va da ovest a est il porcesso sia invertito e vada da est a ovest.
Oltre che dalle merci cinesi noi saremo anche invasi dallo stile, dalla cultura, dal pensiero cinese?
Risulta inevitabile e urgente confrontarsi con l’idea che uno spostamento così rapido del baricentro geopolitico ed economico del mondo in maniera generi anche la necessità di un ripensamento della natura delle merci e quindi del loro immaginario di riferimento.

Come si fa, dunque, a pensare cinese?
Basta, forse, meticciare la nostra cultura o al contrario difenderla strenuamente pensando che questo è quello che loro vogliono, ovvero il mito di uno stile di vita occidentale ormai globalizzato come unico lusso a cui aspirare?
Come sempre OPOS non ha risposte pronte, ma, prontamente non esita a porsi e porre domande.
OPOS ritiene, infatti, che la risposta a questa sfida possa indubbiamente essere cercata anche attraverso progetti di design.

L’evento si è tenuto nella Galleria OPOS Corso Garibaldi 104.

 

CHINESE LOOK
STUDIO X – OSCAR BRITO E LARA RETTONDINI
Gioiello ortottico.
Chinese Look è una critica all’attuale paranoia che porta noi occidentali ad assistere impotenti all’avvento incalzante di un futuro cinese. Chinese Look è un gioiello in titanio che ogni occidentale può indossare per assumere i tratti somatici orientali più evidenti e sfoggiare affascinanti occhi a mandorla. Chinese Look è anche uno strumento di correzione visiva che permette agli occidentali di guardare il mondo con occhi da cinese, aiutando loro ad affrontare un ipotetico nuovo ordine mondiale.

DRAGOSTE
ANDREA MEREGALLI E MADDALENA MERLO
La nuova era cinese libererà, finalmente, le aziende occidentali dall’imbarazzo di dover marchiare con la dicitura “made in china” i prodotti commercializzati con firme prestigiose.
La marchiatura ostentatamente cinese sarà assolta a nuovo vanto. “Dragoste” conquista il mercato. Etichetta “cheap” sovrapponibile a qualsiasi marca, è di per se stessa in grado di rendere fashion qualsiasi capo: basta acquistarla e applicarla.
A pochi mesi dal suo lancio, non vi è più alcuna nostalgia di sbiaditi alligatori.

TRIBACCHETTA | POSATA CROSSING-CULTURE
GIANMARIA SFORZA
Un oggetto di uso quotidiano ma rivoluzionario,
nuovo per gli orientali e più facile da usare per gli occidentali.
Un design crossing che attraversa culture e rituali, popolare, economico e innovativo.

CHINA PAK
MIKI ASTORI E LINDA BIGATTI
GRAFICA: SIMONE SCARSELLINI
Confezione-dispenser contenente 50 coppie di bacchette usa e getta. Utilizzabile anche appesa alla barra porta utensili della cucina richiama il familiare “Domo Pak”. Il packaging di ogni singola coppia di bacchette avvolto su se stesso diventa l’indispensabile appoggia bacchette.

B-SIDE
ALESSANDRO BUSANA
Forchetta / bacchette usa e getta.
Dal banco di un fast food fino alla tavola di una festa popolare, è un nuovo oggetto, punto di fusione tra culture differenti. B-SIDE è una posata dal duplice utilizzo: un lato per mangiare secondo la tradizione occidentale, l’altro secondo la cultura orientale. Salva da facili imbarazzi in mancanza di una buona manualità, e contemporaneamente dichiara la predisposizione ad aprirsi a nuovi stili di vita.

POSATE “ORI-OCI”
CARLO CONTIN
La cultura della tavola e del cibo rappresentano uno degli elementi più radicati e distintivi di una nazione o di intere aree geografiche.
ORI-OCI rappresenta il punto d’incontro tra diversi mondi attraverso la fusione degli utensili da tavola propri di culture differenti. ORI-OCI si pone come prodotto sintesi di tradizioni tanto diverse, quella occidentale e quella orientale.

GIALLO
LEFTLOFT
Il predominio economico cinese genera sudditanza psicologica e impone un inevitabile e scontato cambiamento dei canoni estetici.
Giallo è un brand che si impone sul mercato di prodotto femminile con il lancio di una serie di prodotti di bellezza e di capi di abbigliamento utili a riscattare la donna occidentale adeguandola ai nuovi canoni di bellezza orientale.

CHINA
99IC E AAPA ARCHITETTI ASSOCIATI
“CHINA” – acciaio inox con fototranciatura chimica – 21 x 10cm.
Un normografo per l’unica lingua universale dell’occidente. Una riflessione politicamente scorretta che abbatte l’ultimo baluardo dell’ovest consegnando spontaneamente alla Cina il “marchio”, simbolo di tradizioni prestigiose e inesauribile fonte di valore aggiunto.

MEMOLEE
ANDREA MEREGALLI E MADDALENA MERLO
Un gioco di carte.
Scoprire, memorizzare e ritrovare le coppie identiche.
Affina la vista, allena la memoria e insegna che i cinesi non sono tutti uguali.

IL MANDARINO
JOEVELLUTO
Sticker per gli affiliati de “il Mandarino”, una vera e propria “associazione” composta da cinesi, rivolta agli immigrati cinesi che risiedono in Italia. Un fondamentale punto di riferimento, un supporto per gli orientali che decidono di trasferirsi in Italia, per sentirsi capiti, protetti, aiutati, facilitati. Una riflessione politicamente scorretta sull’aumento considerevole del flusso migratorio del popolo orientale verso l’occidente: perchè non aver qualcuno a reggere i fili direttamente dal paese ospitante, un’entità che gestisca il flusso e che ne “documenti” la presenza?

MAGNA ITALIA
IM BAU DISSOCIATI
lorenzo aureli, luca “bollett” bortolotti, francesco ricci
Miniature in cioccolato dei principali monumenti italiani. Souvenir da viaggio per il turista cinese in Italia, da regalare agli amici e ai parenti rimasti a casa come ricordo del bel paese. Osservare il monumento famoso e poi ingerirlo, significa accentuare lo spirito cannibale e conquistatore che alberga in ogni essere umano.
Con ironia, gusto del kitsch e una pazza disperazione per come il mondo sta annientando se stesso.

FUCK IN ITALY
IM BAU DISSOCIATI: LORENZO AURELI, LUCA “BOLLET” BORTOLOTTI, FRANCESCO RICCI
Profilattici con impressa la serigrafia di importanti torri monumentali, emblemi architettonici della cultura fallocratica italiana. La torre di Pisa, il campanile di San Marco, la Mole antonelliana sono tutti esempi che, in fase di erezione, possono rappresentare una sorta di rivalsa che l’altro da noi nutre, chiunque esso sia, nei nostri confronti.

SOFT ACUPUNCTURE
SAMUEL ACCOCEBERRY
Un dildo “made for china”, fatto per i chinesi.
Un oggetto ironico come soluzione paralella al programma di controllo demografico, un problema di fondo in Cina. L’oggetto nasce da un mix tra i riferimenti della cultura tradizionale e gli archetipi tipicamente europei. Un oggetto in reazione come supporto alla libertà sessuale, alla la libertà di scelta e di espressione.

CHUCHOTAGE
LUCA NICHETTO & MARCO ZITO
Da bambini, la prima forma di comunicazione “tecnologica autocostruita” era rappresentata dal telefono realizzato con due bicchieri di plastica uniti dallo spago.
“Chuchotage” è un metodo di traduzione simultanea sussurrata all’orecchio.
I due “ bicchieri “ raccolgono i dialoghi traducendoli simultaneamente nelle lingue dei due interlocutori. Il progetto si occupa di disegnare l’interfaccia provocando un’azione e un modo di comportamento.

TAS’CHINA
FRANCESCA DEGIORGI
Tas’china è un vestito per tazze. Una camicia di feltro avvolge un comune bicchiere usa e getta garantendo il mantenimento della temperatura e rilasciando calore. Una fascia di feltro avvolta su se stessa fino a creare un’intercapedine che ospita la mano, la tiene al caldo e garantisce una presa sicura sostituendo il classico “manico”. Tas’china si adatta ad una forma di consumo delle bevande dinamico e prolungato nel tempo. La rivisitazione della decorazione su ceramica stile bone-china mantiene motivi ornamentali classici ma cambia il supporto: il feltro assorbe gli inchiostri e li lascia espandere, sfuma i contorni, rinnova il risultato.
In collaborazione con Francesco Rovaldi.

CLONED IN CHINA
CARLO FRANZATO, ROBERTO GALISAI E ODOARDO FIORAVANTI
Oggetti classici della cultura e dell’immaginario cinese che si sdoppiano per mitosi in due esemplari identici, come accade per le cellule. Una serie di oggetti che rappresentano nella terza dimensione la moltiplicazione genetica di prodotti clonati che si verifica ogni giorno in Cina.

TWIST & TASTE | PIATTINO A SPIRALE
GIANMARIA SFORZA
Un piattino a spirale,
da tenere tra indice e pollice,
per degustazioni veloci, in piedi,
di cibi orientali ma non solo.
Al centro il condimento, lungo il bordo vari piccoli assaggi.
Miscelato a piacere, il condimento scorre
lungo la spirale fino all’estremità del piatto,
a condire gli alimenti.