Concorso e mostra: (CLAN)DESTINO – Milano Design Week 2001

4 - 9 aprile 2001

I cambiamenti dell’identità legati alla mobilità.

Clan(destino) è una mostra ad inviti che riunisce alcune delle più interessanti voci del giovane design contemporaneo. L’idea è stata quella di raccogliere attorno a un tema più punti di vista, modalità operative, visioni caratteristiche, differenze culturali.
Il titolo stesso della mostra, clan(destino), è legato all’idea di far confrontare i designer su un tema che ha come centro la condizione contemporanea, invitandoli ad osservare con particolare attenzione i cambiamenti dell’identità legati alla mobilità, la non appartenenza ad un luogo propria di molte persone e i ruolo che il design può avere nella costruzione di nuove idee, soluzioni e scenari di vita, più aderenti a questa realtà.
L’idea stessa di clan(destino) è quindi legata all’idea di un confronto: tra designer, prospettive culturali e sociali, identità personali, che traggono proprio dalla diversità, dal dialogo, la loro capacità di visione.

I progetti:

KLEENSEX®
ANA MIR PRIETO
Kleesex® sono lenzuola tascabili usa e getta per un contatto pulito nel mondo della prostituzione.
Kleesex® sono realizzati in un materiale molto leggero, sottile e piacevole (100% polietilene)* e, una volta ripiegati, possono essere messi in borsetta o in tasca.
Kleesex® sono pronti per l’uso e proteggono da letti (o altre superfici) non igienici offrendo un contatto pulito. Dopo l’uso, vanno gettati.
Kleesex® sono disponibili in diversi colori.
*Il polietilene è un materiale riciclabile.

IMMIGRANT CHANCE
CURRO CLARET MARTÌ
Un gioco da computer per immigranti e senza
tetto. Il gioco simula la condizione di un immigrante quando arriva in una città occidentale.
Il giocatore deve riuscire a soddisfare i bisogni dell’immigrato (cibo, sonno, sopravvivenza…) considerando tutte le difficoltà che incontra (è senza soldi, non conosce nessuno, non conosce la lingua, è vittima di pregiudizi della gente…).

BAMBOO
FABIO BORTOLANI, PIETRO SILVA
Solo fiori.
Offrire a tutti deliziosi fiori, riutilizzando materiali preesistenti, tubi ad uso industriale, modificati con piccole operazioni di saldatura e fustellatura.
Tubi che si possono tagliare a piacere e poi sospendere al soffitto o appendere alla parete.
Regalare fiori, fiori profumati.

CORNICE
FABIO BORTOLANI, PIETRO SILVA
Un tavolino senza il piano.
Gli oggetti si possono appoggiare solo
lungo i bordi di uno spazio vuoto e indefinito,
dai molteplici usi.
Piante, oggetti delicati, bambini.
Un oggetto a prima vista assurdo, a cui ognuno può trovare una diversa definizione, una funzione differente.

TABLE
ILKKA SUPPANEN
Tavolo per situazioni temporanee.
Per il nomade moderno.
Smontabile e montabile con semplicità, leggero e trasportabile.
Il trattamento superficiale del piano, una griglia decorativa ottenuta alternando laccatura lucida e opaca, definisce spazi utili per posizionare e organizzare oggetti e documenti.

DUTCH DETAILS
MARRE MOEREL
Set di piastrelle in cermica raffiguranti dettagli di capolavori del XVII e XVIII secolo.
Seni – espressione di bellezza e fertilità a contenuto sessuale esplicito – e grandi collari indossati dalle donne – espressione di atteggiamento retto e pio.
Le piastrelle rappresentano la dualità della natura umana. C’è sempre più di un significato nelle cose, non si può mai sapere cosa ci sia nascosto
dietro l’apparenza.

EXTRABASIC, INTERACTION
MARTIN RUIZ DE AZUA
Il segno “Equal” propone un cambio di valori per un futuro sperato e condiviso in cui l’aiuto umanitario possa trasformarsi in giustizia sociale.
“Equal” servirà come logo di prodotti extra-basici.
Cuscini “interaction”.
Qualsiasi azione ha una ripercussione su altre persone o sull’insieme. Due cuscini di plastica gonfiabili uniti fra loro per un vertice. Qualsiasi movimento su uno di essi si trasmette all’altro. Per giocare, ballare: potenzia le relazioni personali.



TUBO CLANDESTINO

N2
Non capire un tubo.
In apparenza le distanze geografiche diventano sempre più piccole; “mobilità” è la parola chiave del vivere contemporaneo. Viaggiamo sempre più veloci e sempre più lontano. L’ambiente cambia velocemente e noi cerchiamo di adattarci a questa nuova realtà.
Il mondo in noi, nella nostra mente, segue però altre dinamiche, altri confini, orizzonti. La meta di questi “viaggi” è spesso sconosciuta. Le vie percorse sono confuse, tortuose e complesse. Nei nostri pensieri siamo spesso “clandestini” alla ricerca. Davanti a noi si aprono territori sconosciuti, che non sappiamo afferrare, anche quando “obbligati” in un tubo di 1,6 metri.

TAVOLINO A SOSPENSIONE
PAOLO ULIAN
Clandestinità di tipo funzionale.
Una lampada a sospensione in vetro di Murano che, con un sistema a gancio, può essere abbassata fino a pavimento per trasformarsi in un piccolo tavolo di servizio illuminato.
All’occorrenza, può essere sistemata nuovamente a soffitto, liberando così lo spazio sottostante.

PAGINA
PAOLO ULIAN
Piastrellla per il rivestimento di bagni pubblici.
La pagina bianca di un quaderno come palese invito alla scrittura per l’inevitabile opera “clandestina” di tutti i Wc writers.
Buona scrittura!

EQUA
TIZIANO BONO
Clandestinità meccanica.
Un dispositivo “clandestino”, che scorre e si muove all’interno dell’oggetto, consente di posizionare una fonte luminosa posta su di un asta trasparente in qualsiasi punto.
Due cilindri di ugual peso in equilibrio formano la lampada.

USB
WALTER BECCHELLI
Un gioco di specchi che può far riflettere sulla invadente pervasività di uno sguardo, destabilizzante e incontrollabile, che scompone la nostra immagine ricodificandola solo parzialmente in altri contesti.

PLYWOOD CLIP PROJECT
MARCO SOUSA SANTOS
Disegnato da artigiani, Clip è un oggetto anonimo e intelligente.
Clip Project è un omaggio agli artigiani e alla loro dedizione al design.