Concerto: PIANO SOLO - Andrea Manzoni
28 Maggio 2026
Giovedì 28 maggio 2026, presso OPOS, il pianista e compositore Andrea Manzoni presenterà dal vivo “Solo Piano”, il nuovo lavoro discografico in uscita in vinile il 29 maggio per Another Music Records.
“Solo Piano” non è semplicemente un concerto, ma un’esperienza immersiva di improvvisazione radicale e ascolto profondo.
“Il piano solo è un viaggio senza mappe.
Il percorso è un fluire continuo in cui l’imprevisto diventa rivelazione e la musica accade soltanto nel “qui e ora”. L’improvvisazione è il respiro di questo viaggio, è un atto di ascolto profondo e una disponibilità ad accogliere ciò che nasce e si dissolve nel tempo presente.
In questi vent’anni di concerti in ogni parte del mondo ho imparato che non esiste una musica “difficile” o “semplice”: esiste solo la verità con cui la si vive. Partecipare a un concerto di improvvisazione significa assistere a un processo creativo che si muove su due assi invisibili: la verticalità, che affonda nella profondità del sentire, e l’orizzontalità, che segue il tempo del divenire. In mezzo, tra il battito e la pausa, si apre uno spazio misterioso: il luogo dove il suono incontra il silenzio, dove il Tempo, con le sue infinite forme, si manifesta come pura presenza. Il tempo Chronos scorre e si misura e assieme a Kairos, il tempo qualitativo, quello che si apre come una soglia e contiene in sé il momento opportuno, creano lo spazio nel quale queste due dimensioni si incontrano: il ritmo matematico si fonde con l’attimo irripetibile e il pianista si ritrova sospeso tra ordine e intuizione, tra controllo e abbandono.
Ogni istante diventa un universo intero e in quel frammento si racchiude la totalità dell’esperienza: passato e futuro si annullano nell’adesso, nell’intervallo tra un suono e l’altro, tra respiro e silenzio. Il pianoforte è il tempio in cui questo rito si compie e la tastiera è un paesaggio fatto di colori e rifrazioni. Le mani diventano antenne muovendosi tra il visibile e l’invisibile e l’improvvisazione diventa una forma di preghiera laica, una contemplazione attiva in cui il suono si concretizza.
Ogni concerto è un atto di nascita, una creazione condivisa tra chi suona e chi ascolta e il vero centro di questo viaggio resta sempre l’essere umano.
L’arte nasce da un dialogo profondo tra l’Io e ciò che potremmo chiamare il Divino, una presenza interiore, quella scintilla di coscienza che ognuno porta in sé. La creatività è il ponte tra queste due dimensioni: l’uomo e il suo dio, il finito e l’infinito, il corpo e lo spirito.
Ogni atto artistico è un gesto di ri-connessione, una possibilità di “ricordarsi di sé”, di tornare all’origine. Quando il suono si leva nell’aria, ciò che realmente vibra è la possibilità di essere presenti nel mistero di questo unico, irripetibile istante.”
Fotografie di Rinkaku