Concorso e mostra: NEW AGRIculture - Milano Design Week 2004

13 - 19 aprile 2004

Il titolo della mostra tematica che OPOS ha proposto nel 2004 è quello di NEW AGRIculture.
Nuova agricoltura nel senso di provare a ripensare il rapporto che esiste tra le persone e il territorio naturale, con le sue attività, i suoi ritmi, le sue cose, la sua estetica.

Una nuova sensibilità ha contagiato tutto il mondo occidentale ed è particolarmente evidente in Europa, grande territorio storico in cui la dicotomia città-campagna è entrata in crisi da lungo tempo.
Il tradizionale spazio dell’agricoltura, lo spazio naturale che era attorno alla città è diventato una sorta di nuovo reticolo esistenziale, produttivo, estetico (si ved, per una prima suggestione estetica, il progetto dei primi anni novanta di Agronica di Andrea Branzi).
Sempre più spesso i luoghi, le professioni, le culture, gli stili di vita che facevano parte di questo mondo agricolo sono sottoposti ad una forte spinta al cambiamento.
Il tema della mostra è proprio quello di proporre un’analisi di come questo cambiamento stia avvenendo e di definire una proposta progettuale che immagini nuovi scenari e nuovi prodotti (è, forse, questo il ruolo di una potenziale ricerca di design?).

La vita di noi tutti è piena di questi nuovi segni modificati: come consumatori siamo sommersi da un continuo cambiamento nei prodotti agricoli che consumiamo. Il tipico, lo slow, il biologico, l’equo e solidale, il geneticamente modificato, sono categorie della produzione agroalimentare ma sono anche nuove categorie esistenziali, dello stile di vita.
Questa nuove realtà agricole creano anche nuovi personaggi come il “gastronauta” o l’“agriturista”, e sono accompagnate da nuove forme di scoperta del territorio e dei suoi prodotti.
Proprio il territorio, il terroir, è la frontiera dei nuovi attraversamenti aiutati da potenti strumenti di comunicazione e di servizio (i marchi dei produttori locali tipo le strade dell’olio o del vino, le fiere di promozione, le associazioni tipo Slow Food…) e caratterizzati da nuove logiche di produzione (la ricerca della qualità, la personalizzazione dei prodotti…).
A questa tendenza avanzata se ne contrappone anche una molto differente che invece parla di agribusiness ovvero di sfruttamento intensivo del territorio agricolo, di produzione massificata e industrializzata, spesso controllata da grandi gruppi multinazionali che impongono modelli di sfruttamento agricolo del territorio che impoveriscono le comunità locali e modificano (spesso in maniera irreversibile) il paesaggio (si veda il sito delle Nazioni Unite).

Il discorso è complesso: in realtà la dinamica di crescita demografica spinge anche a considerare la necessità di aumentare la produzione o gestire meglio (in una maniera meno speculativa e commerciale e più vicina alle reali necessità delle persone) quella esistente.

Possiamo, quindi, considerare come campi del progetto due situazioni contrapposte: da una parte la campagna valorizzata, esteticamente progettata, toscanizzata tipica di molti paesi occidentali e dall’altra il modello di campagna ipersfruttata, produttivista ancora presente nei paesi occidentali e che si sta trasferendo in maniera indiscriminata ai paesi in via di sviluppo, distruggendone cultura, competenza, biodiversità.

L’intervento del design dovrebbe incoraggiare la creazione e diffusione di progetti che incoraggino (a scale differenti, dal prodotto, al sistema, alla tecnologia, alla dimensione comunicativa e concettuale) una visione critica dell’agricoltura e del territorio.
Sia dal punto di vista della creazione di uno sviluppo economico sostenibile ma anche dal punto di vista della produzione di un’estetica, di un paesaggio, di gesti d’uso e prodotti innovativi e consapevoli.

L’invito è quello a incoraggiare una riflessione: se il territorio diventa una merce perché non provare veramente a cambiarla attraverso il progetto di design? Perché non affrontare (e cancellare) alcuni stereotipi culturali ed estetici che stanno soffocando la nostra percezione di quella che è l’attività agricola?

OPOS pensa che questo tema sia assolutamente centrale per immaginare un futuro modello di sviluppo umano e naturale. Così facendo segnala di nuovo la sua attenzione ai temi di forte impatto sociale e culturale e il suo approccio progettuale concettuale e di visione.

Ecco un elenco di possibili temi che OPOS ha suggerito quali ambiti di un possibile progetto.

1) la cellula abitativa in campagna che potrebbe anche definire una forma di insediamento continuo in campagna, estendendo il tema della cellula alla dimensione del paesaggio fino all’idea del “fabbricare in campagna”.

2) il biotech come fonte di nuovo materiale prodotti, packaging, forme…. ed i nuovi possibili scenari dei materiali.

3) gli strumenti-utensili per la nuova agricoltura che è anche nuova forma culturale. Potrebbe (perchè no?) essere progettata, anche ironicamente, una vanga pop… ma potrebbero anche essere disegnati capi di abbigliamento e/o gli oggetti personali del nuovo agricoltore.

4) la comunicazione/esposizione prodotti agricoli intesa sia nel senso dei prodotti alimentari sia come si mostra la nuova agricoltura all’interno delle varie forme/modalità/settori di distribuzione a livello di comunicazione, packaging, display, merchandising…

5) i kit per la navigazione ovvero i sistemi di orientamento e servizio per il nuovo territorio agricolo: per esempio il kit per il gastronauta, l’agriturista….le mappe tematiche, gli strumenti per la degustazione-gustazione-fruizione, e ancora totem, comunicazione, devices elettronici…

6) i nuovi pendolari e tutto cio che usano, toccano, mangiano, trasportano…

7) la city farm ovvero “nella vecchia fattoria” in città anche nella sua declinazione di coltivare in casa oppure nella forma degli orti urbani, progettati o spontanei, con le loro funzioni didattiche, ricreative, aggregative…

8) le trasposizioni sensoriali come trasportare le sensazioni visive, olfattive, sonore, tattili… della campagna in città.

9) le sagre contemporanee, come può esser riletto dal progetto il tema degli allestimenti per le vendemmie, le sagre, le fiere, le feste…

10) la spettacolarizzazione dei processi agricoli, raccolta, irrigazione, pulitura, preparazione dei campi…in eventi temporanei, gioco, didattica, forme nuove di co-porduzione.

L’evento si è tenuto nella Galleria OPOS Corso Garibaldi 104.

ISACCO
99IC
Un sacchetto-guanto per la raccolta di prodotti agricoli. Destinato a far sentire a casa anche coloro che la frutta la vedono solo al supermercato. Senza bilancia etichettatrice (38 – pompelmo rosa). La confezione è completa di rotolo da 100 sacchetti e di staffe di montaggio per il supporto “reggirotolo”. Da collocarsi in punti strategici ad alta frequentazione per l’autopromozione spontanea dei propri prodotti agricoli.
dimensioni: 100 pz. da 20 l c.a.
* realizzato con materiali biodegradabili.

GUIDA AL RICONOSCIMENTO DEGLI ALBERI
ANDREA MEREGALLI E MADDALENA MERLO
Uno strumento.
Attraverso il semplice gesto del confronto
è possibile fare esperienza, conoscere, apprendere facendo.
La lettura delle informazioni verrà a seguito, solo dopo aver osservato, cercato, selezionato,
raccolto, cercato, confrontato, paragonato, riconosciuto e infine identificato.

BIO-URN
MARTÍN AZÚA E GERARD MOLINÉ
Bio-Urn è un’urna per le ceneri, che trasforma il rituale della morte in un atto di rigenerazione e vita. Composta di materiale organico compattato è ricoperta con uno strato di cellulosa addizionata di fertilizzante organico. Nel coperchio trova posto un seme, che germoglierà e darà vita ad un albero. Grazie a Bio-Urn i cimiteri si trasformeranno in foreste colme di vita nuova. Alla fine delle nostre vite Bio-Urn ci concede un atto di riconciliazione con la natura stessa.

AGRICROSSING
AZZIMONTI + PIGEM DESIGN STUDIO
Prendendo spunto dalle leve emozionali del “bookcrossing”, nasce “agricrossing”, un oggetto che offre la possibilità di far proprio il paesaggio… poterlo trasportare con sé… poter partecipare personalmente alla sua creazione ed alla sua sopravvivenza… comunicarlo agli altri…
tramandarlo alle generazioni future… coi suoi stimoli sensoriali… mentali… umani… terreni.
Partire dal seme per trasportare e “liberare”, nei nostri, i paesaggi di altri, “prendere” dai luoghi che ci colpiscono la loro intima essenza per farla nostra e per regalarla ad altri, non solo attraverso le parole, ma anche come esperienza concreta…legare nel tempo immagini, sensazioni e cultura del paesaggio… riconoscere nella natura la fonte per ogni ispirazione vitale…

LANDMARK: ESSENZE BOTANICHE PLASTIFICATE
WALTER BECCHELLI
Come un fossile, preservato dall’usura del tempo e della memoria.
Piccole, collezionabili, testimonianze botaniche per continuare a trasmetterci sensazioni olfattive ed estetiche e per ricordarci, ce n’è bisogno, come sia delicato l’equilibrio tra noi ed il resto del mondo.

SOLOACQUA
WALTER BECCHELLI
Accessorio per la crescita controllata di piante da vaso. Le bande di policarbonato impermeabile, tagliate a differenti lunghezze e avvolte ad anelli concentrici all’interno del vaso, regolano lo sviluppo delle radici impedendone la crescita in senso radiale. Nel tempo, sarà sufficiente sfilare il primo anello permettendo così alle radici di svilupparsi fino ad incontrare l’anello successivo.

ARREDARE LA CAMPAGNA
FABIO BORTOLANI CON ALESSANDRO MARRI E ALESSIA SERAFINI
I designer dovrebbero occuparsi non solo dello spazio urbano, ma anche di quello rurale.
Pensare nuovi scenari, nuovi paesaggi.
Il fieno imballato in forme cilindriche o parallelopipede distribuite nella campagna modifica il paesaggio. Un segno forte.
Dare nuove forme alle rotoballe di fieno e popolare il paesaggio agreste con nuove presenze, arredi temporanei (sedute, letti, c.longue ecc).
Una particolare programmazione della macchina imballatrice darà, con processo industriale, nuove forme, libere dalle semplici logiche di accumulo.

KIT NEW AGRIculture
CARLO CONTIN
Un oggetto pensato per i nuovi “pendolari” che dalla città si recano in campagna.
Sotto la forma del classico coltello multiuso svizzero, inseparabile compagno di ogni esploratore, sono raccolti strumenti e accessori indispensabili per la vita di campagna.
Una specie di “istruzioni per l’uso” per l’uomo della città, per aiutarlo a capire un mondo tanto diverso da quello in cui è abituato a muoversi.


BIO O’clock

GIULIO IACCHETTI
Un orologio da tavolo con lancette dotate di erpici e una superficie ricoperta di sabbia finissima. Non ci sono indicazioni di ore, minuti, secondi. Girando, le lancette solcano la sabbia lasciando una traccia simile a quella dell’aratro nel terreno. Un’altra lancetta cancella i segni.
Il tempo non si misura analogicamente, ma misurando il lavoro compiuto e quello ancora da compiere.
Riscoprire un concetto di tempo dimenticato: il ritmo del lavoro dei campi scandito dal ciclo del sole, dall’incedere delle stagioni.

BIO C’È®
IM BAU DIS
Un tormentone. Una provocazione. Un’illusione. Forse un’invocazione.
BIO C’E’® è un logo che definisce, identifica, sigla, una serie di oggetti, intenzioni , stili di vita.
Adesivo biodegrabile, accessorio di abbigliamento, oggetto d’arredo pensante e simbolico. BIO C’E’® è un grido sconfortante, sarcastico e silenzioso. Potremmo dire che BIO C’E’ e non si vede o che BIO E’ MORTO, parafrasando una nota canzone degli swinging sessanta. Ma questa è già un’altra storia.
BIO C’E’®: per menti biologicamente attive e sufficientemente ironiche. E tappezziamo Milano!

 

AGRIFITNESS
JOEVELLUTO
AgriFitness – 6 semplici esercizi per coltivare il tuo corpo.
Le tecniche agricole del duro lavoro contadino diventano un nuovo modo per modellare il fisico e mantenersi in forma, a casa o in palestra. AgriFitness è composto da un tappetino in polietilene espanso (misure 150 x 60 cm, con gli esercizi da svolgere in serigrafia) e un attrezzo – agristick – metafora dei più classici utensili agricoli (vanga, badile, forca, falce ecc..).

 

PERFECTWORLD | BUSTE DI SEMI
JOEVELLUTO
Parodia di un futuro possibile.
I semi “PerfectWorld – Sementi da Agricoltura Seriale” sono semi modificati geneticamente al fine di ottenere sempre prodotti dello stesso identico aspetto, stesso colore, stesse dimensioni, stesso sapore.
I prodotti seriali PerfectWorld sono ottenuti unicamente con processi produttivi industriali non naturali.

OGNI FRUTTO HA LA SUA STAGIONE
LEFTLOFT
Cosè la nuova agricoltura? Soprattutto, cos’è l’agricoltura? Quali sono i suoi ritmi? Cosa sa l’uomo urbanizzato dell’origine di ciò di cui quotidianamente si nurtre?
Impariamo a conoscere i tempi dell’agricoltura per consumare in modo consapevole. Come?
Con strumenti di chiara lettura per muoversi in questo mondo tanto trascurato e quasi sconosciuto all’uomo urbanizzato.
“Ogni frutto ha la sua stagione” è una sorta di database analogico, una doppia rotella fustellata, la cui rotazione svela rapidamente quali frutti e quali verdure siano di stagione.

FANGO | MATTONCINI PER COSTRUZIONI IN TERRA
M+A+P DESIGNstudio
Un gioco ‘provocatoriamente didattico’, pensato per bambini ‘metropolitani’ che non hanno mai provato a giocare sporcandosi le mani sul parquet di casa. Trasportare le sensazioni visive, olfattive, tattili caratteristiche della campagna in città attraverso un secchiello contenente… terra.
Il gioco consiste nella possibilità di creare mattoni di FANGO utilizzando il “coperchio-stampo” con l’aggiunta di poca acqua.
Terminata la quantità di terra contenuta nel secchiello lo si potrà “ricaricare” acquistando appositi “refill” (sacchetti di plastica contenenti… terra). Ipotizzare l’idea che si possa “comprare” della semplice “terra da gioco”, attribuendole ancora un valore spesso dimenticato.

ACQUA E LUCE
DIANA EUGENI E ILARIA MARELLI CON ARDA AKKAYA
Acqua e luce si fondono in questo sistema di irrigazione, a creare landscape di vegetazione
luminosa nel paesaggio.
Magia dei giochi di fontane, dei fuochi d’artificio, delle linee di luce artificiale che caratterizzano il
territorio urbanizzato, trasposta nel paesaggio agricolo.
Acqua e luce in movimento, a riprodurre la variabilità dei fenomeni naturali.
Modulare, impilabile, facilmente trasportabile e collegabile in serie una volta in sito.

SPAVENTAPASSERI D’AUTORE
MONICA MOSCHINI
Lo spaventapasseri d’autore: da oggetto funzionale e self-made a oggetto progettato promotore del panorama agricolo.
Il progetto intende sviluppare un dialogo tra il mondo della produzione agricola e quello della produzione artistica, finalizzato alla promozione dei reciproci prodotti.

GERVASO
99IC
Un’agenda naturale per sovrapporre gli impegni del quotidiano metropolitano al mondo inesatto
della natura. Dodici essenze diverse per i dodici mesi dell’anno. La confezione è completa di vaso, terra ed essenze botaniche (non necessariamente floreali) calibrate temporalmente. Si consiglia l’acquisto nei primi mesi dell’anno. Su richiesta sono disponibili confezioni “pronto effetto”. Il vaso è diviso in scompartimenti per permettere la cura diversificata delle essenze.

E-VASO
FRANCESCO ARGENTI E DONATA PARRUCCINI
Il sacchetto di terra diventa vaso-contenitore. Il packaging diventa oggetto, semplicemente attraverso una una diversa saldatura e piegatura del nylon. Tagliato il bordo superiore, rivoltato alla misura desiderata e allargato quello inferiore, il sacchetto/vaso acquista stabilità. Realizzato in materiale plastico ed economico è personalizzabile con grafiche decorative.

BIOSTRIP | EVERYWHERE, EVERYTIME
MATTEO RAGNI CON ODOARDO FIORAVANTI
Nastro in Mater-Bi per pacciamatura con semi preinseriti. Disponibile in rotoli di diverse dimensioni. Un contatto quotidiano con la natura, la soddisfazione di vedere crescere dei germogli in tempo reale.
Biostrip è per agricoltori urbani: una striscia per pacciamatura da srotolare sul balcone o sul marciapiede davanti a casa.
Un angolo di verde privato, la versione in miniatura di un giardino pensile metropolitano.

NATURAL? OGM?
ROSA DESIGN: STEFANO COLOMBO, ALESSANDRO LAINATI, GIANMARIA SFORZA CON ANDREA LANZA
Serie di brevi applicazioni digitali per comunicare il paesaggio in ambiente virtuale, ma soprattutto per leggere criticamente il mondo che ci circonda, cioè che vediamo, pensiamo, mangiamo.

FLORETA
CARLO TREVISANI
Floreta nasce per trovare un nuovo posto e un nuovo senso alle piante aromatiche e decorative all’interno del paesaggio domestico.
Floreta è una struttura morbida, in neoprene e iuta, integrata nella realtà casalinga: un cuscino che svincola le piante dai vasi, le preleva dal mondo naturale, dall’esterno, per inserirle sommessamente nell’arredo di casa, ibridando il mondo agricolo con l’ambiente domestico.
Un oggetto silenzioso, tuttavia, di forte presenza.

SEEDS CARD | O.G.M. FREE
PAOLO ULIAN
L’abitudine di coltivare piante ad uso alimentare nelle proprie abitazioni è quasi scomparsa, soffocata dalle strategie delle grandi distribuzioni alimentari capaci di fornire qualsiasi tipo di vegetale già lavato e pronto per il consumo.
Seeds Card è una cartolina contenente semi. Semplice rielaborazione della tipica bustina di semi, spedibile, a mezzo posta ordinaria, per diffondere una cultura millenaria e auspicare un radicale e prioritario miglioramento delle abitudini alimentari dell’uomo moderno. Rigorosamente O.G.M. free.